Sondaggi elettorali

Intervista al prof. Donato Magi

Il continuo ripetersi del richiamo mediatico ai Sondaggi Elettorali – particolarmente acceso in ogni vigilia di Elezioni Politiche – non può non occupare a vario titolo l’attenzione di larghissima parte degli Italiani. Da ciò consegue chiaramente l’opportunità di chiarire cos’è un Sondaggio Elettorale e soprattutto di spiegare – per chi non lo sa – come vanno correttamente interpretati e rappresentati i risultati di tale Sondaggio.
Tanto premesso al fine di ottenere convincenti informazioni al riguardo abbiamo intervistato Donato Magi docente universitario di Biostatistica dell’Università Cattolica di Roma.
Ciò anche perché sollecitati, ovviamente, dalle elezioni del 12 e 13 aprile 2008.
 
In base alla sua esperienza di docente universitario di Biostatistica – materia che necessariamente e costantemente fa riferimento all’Indagine a Campione – come vanno correttamente intesi i Sondaggi Elettorali?
 Le Indagini Demoscopiche, è ben noto, mirano ad “osservare statisticamente” come un determinato evento si è manifestato, si manifesta o potrebbe manifestarsi nella Popolazione che ne è l’oggetto.
Tra queste Indagini di grande attualità sono, ovviamente, quelle che si propongono di “prevedere” – di volta in volta – come voteranno gli Elettori. I cosiddetti “Sondaggi Elettorali” definiti anche, dagli «Istituti Fornitori», prudentemente, “Intenzioni di Voto”.
Merita precisare che per il «Fornitore» il Sondaggio Elettorale è sempre a rischio zero. E’ inconfutabilmente vero, infatti, che gran parte dell’Elettorato (gli Indecisi) cambia Intenzione di Voto proprio all’ultimo momento. Ciò non vuol dire, però, che l’Istituto che si assume la responsabilità di realizzare il Sondaggio possa operare senza l’obbligo di attenersi sempre e comunque a regole ben precise. È infatti vero il contrario, perché il Sondaggio Elettorale, soprattutto in prossimità di Elezioni Politiche, “deve” risultare ammissibile soltanto se qualsiasi eventuale verifica lo riconosce inequivocabilmente “neutro” ed “attendibile”.
 
A proposito di neutralità: i Sondaggi Elettorali possono influire, realisticamente, sui Risultati Elettorali?
 La risposta è: certamente NO se si fa riferimento agli Elettori che hanno già fermamente deciso come voteranno; certamente SI se si fa riferimento invece agli Indecisi, agli Elettori cioè che decidono all’ultimo momento determinando, di fatto, il risultato finale delle Elezioni.
Vero è, infatti, che quando i Sondaggi indicano ripetutamente il prevalere di uno degli schieramenti politici in campo questo godrà certamente del fenomeno “persuasione occulta” che è proprio di ogni campagna pubblicitaria finalizzata alla conquista dei consumatori in favore di specifici prodotti che si contendono il mercato. Non occorre certo aggiungere che, per l’Indagine Statistica, poco o nulla cambia tra un prodotto commerciale e un programma elettorale. E qui si può eccepire giustamente che mentre una campagna pubblicitaria può non essere obiettiva l’esatto contrario vale per il Sondaggio Elettorale. Vero è appunto che l’attendibilità del Sondaggio Elettorale, merita ripeterlo, deve sempre e comunque risultare verificabile.
 
Da queste affermazioni consegue logicamente la successiva domanda: i Sondaggi Elettorali ripetutamente pubblicati e largamente pubblicizzati sono sicuramente «attendibili»?
 Dal sito Internet www.sondaggipoliticoelettorali.it i vari Sondaggi registrati nel Febbraio 2006 (alla vigilia delle Elezioni politiche) venti risultavano sicuramente confrontabili. Tali Sondaggi, infatti, avevano in comune:
a) la numerosità del Campione (1.000 persone circa) tutti meno 2 (di questi 1 contava 1.920 interviste, l’altro 788);
b)    la rilevazione dei dati mediante Intervista Telefonica (assistita dal software CATI – Computer Assisted Telephone Interviewing – in tutti meno uno: il più numeroso);
c)    il riferimento all’Elettorato in quanto tale, tutti meno uno – il più numeroso – che si riferiva  invece a quanti avevano dichiarato di voler votare;
d)    il risultato favorevole al Centro Sinistra, tutti meno uno (il più numeroso).
Senza nulla togliere alla correttezza (grazie anche al CATI) dell’elaborazione statistica dei dati rilevati con i Sondaggi va però detto che alcune forti perplessità le suscitava, fondatamente, la “fermezza” con la quale gli Istituti Fornitori sostenevano che il Campione utilizzato era rappresentativo dell’Intero Elettorato.
 
Sul «sito internet» da Lei citato si leggeva è vero, chiaramente, che le 1000 persone circa di volta in volta consultate avevano sempre formato un Campione Statistico adeguatamente rappresentativo dei 48.700.000 italiani chiamati alle urne. Quali sarebbero invece le cause delle forti perplessità da Lei ipotizzate?
 Al riguardo le perplessità non sembrano affatto infondate, perché nascevano da più fattori; principalmente:
1)  dalla difficoltà di comporre un Campione in grado di rappresentare davvero l’intero elettorato. Lo evidenziano chiaramente la Scheda che indica le peculiarità del Campione Statistico nonché il Grafico (vedi a seguire n.d.i.) che fa riferimento in particolare alla numerosità del Collettivo intervistato. Il Grafico richiama, appunto, l’attenzione sulla difficoltà di comprendere in 1.000 unità la composizione di un Campione di un Collettivo di quasi 48.000.000 (quarantottomilioni) unità; sebbene “limitato” agli Elettori residenti nelle Grandi ripartizioni territoriali (stadi) e “stratificato” soltanto per Sesso e per alcune Classi di Età. Campione quindi macroscopicamente carente ove si consideri che sulle “Intenzioni di Voto” troppo spesso risultano determinanti “anche”, per esempio, la scolarità, la professione, lo stato civile, il censo, l’etnia, la confessione religiosa, e così via;
2) dalle domande non sempre sicuramente neutre, semplici e dirette ;
3) dall’impossibilità di verificare se quanti hanno risposto al telefono possedevano davvero i requisiti richiesti dalla corretta composizione del Campione;
4) dalla sospetta obiettività delle risposte, perché non confortate dall’anonimato:
5) dalla non sempre certa “ininfluenza” del Committente.
Tanto premesso appare evidente che l’«attendibilità» dei Sondaggi Elettorali su un Campione di 1000 intervistati non può dirsi sufficientemente garantita. Ne consegue, per correttezza scientifica ed obiettività di informazione, che quanti hanno interesse e capacità decisionale considerino al più presto l’opportunità di definire concordemente, quanto meno, i requisiti minimi ai quali il Campione finalizzato ai Sondaggi Elettorali deve attenersi rigorosamente per risultare davvero «neutro»; quindi: «sicuramente rappresentativo» e pertanto «attendibile»  ed «ammissibile».
Oggi però, purtroppo, non emerge affatto un virtuoso orientamento verso l’auspicio dianzi espresso. Vale ancor di più, quindi, provare a richiamare l’attenzione sulla necessità, in ogni caso, di “sterilizzare” il Sondaggio Statistico. Perché è inconfutabilmente vero che, volendo, anche il Sondaggio può essere e di Destra e di Sinistra; quindi non sempre privo di ricadute più o meno interessate.
 Tornando, per concludere, ai Sondaggi riportati dal «sito internet» sopra citato vale aggiungere che quello a minor rischio di inattendibilità, paradossalmente, è risultato proprio l’unico che non concordava con tutti gli altri. L’unico che di fatto ha «previsto» il risultato. Ciò non tanto perché il Campione di riferimento era più numeroso (1.920 contro 1.000) ma soprattutto perché formato da Elettori che avevano dichiarato di voler votare e perciò, diversamente da tutti gli altri, ha fornito risultati assimilabili, in qualche modo, agli “exit polls” che, come ormai tutti sanno, si fondano sulle dichiarazioni di Elettori intervistati subito dopo che hanno votato; quindi non su intenzioni di voto ma su voti già espressi.

L.G.