A proposito del nostro Notiziario ANXA

I collaboratori di Anxa devono scrivere il loro articolo un mese prima dell’uscita del giornale, perché poi ci sono tutte le fasi successive: impostazione grafica, correzione delle bozze, stampa, rilegatura, trasporto e distribuzione che portano via almeno altri trenta giorni di tempo.
Sono questi i pregi e difetti di un prodotto artigianale che viene però curato con costanza ed affetto
Nel momento in cui scrivo, 31 marzo 08, in ritardo sulla tabella di marcia, siamo in pieno periodo elettorale e quindi non è il caso di parlare di politica, sia perché ci sono numerosi esperti che già lo fanno in continuazione sia per motivi di “par condicio” tra i vari aspiranti alle diverse cariche, locali o nazionali.
Per ciò che concerne in particolare le consultazioni comunali, un’eventuale ballottaggio tra i due candidati rimasti in lizza, potrebbe infatti coincidere con l’uscita della rivista.
Scartata la politica, mi sento ispirato a parlare invece proprio di questo giornale, che definisco “nostro” perché appartiene a chi lo fa ed a chi lo legge, di cosa rappresenti per chi lo dirige e per tutti noi collaboratori, agenti a titolo volontario e gratuito e del perché il sottoscritto si sia imbarcato ed impegnato in questa operazione.
All’inizio collaborare significava esporre le mie idee che in ragione dell’esperienza professionale ed umana maturata altrove, ritenevo diverse da quelle della maggioranza della gente che aveva sempre vissuto qui.
Questa motivazione continua logicamente ad esserci, ma poco a poco è diventata secondaria rispetto ad altri aspetti che sono andato gradualmente scoprendo.
Il giornale è intanto cresciuto, arricchendosi di ulteriori contenuti, di una nuova e piacevole veste grafica, aumentando le sue pagine ed il numero di collaboratori che si sentono onorati di potervi scrivere, diventando così uno spazio di libertà, dove chiunque, indipendentemente dalle sue convinzioni politiche, sociali e religiose ed a condizione che non violi i principi della democrazia, del decoro e del rispetto degli altri, può scrivere ciò che ritiene più opportuno, sotto la sua personale responsabilità.
Gli argomenti trattati non sono necessariamente schiacciati sulla dimensione municipale o locale, ma spesso hanno un respiro più ampio, perché la rivista, tramite la rete di Internet, può essere letta a Palermo, Lecce, Abbiategrasso, Lugano, Boston, Rio de Janeiro, Maputo, come numerosi riscontri di posta elettronica, provenienti da ogni dove, ci attestano continuamente, unitamente alla stima manifestata da chi ci scrive.
Con questo giornale, noi gallipolini/salentini, che siamo anche meridionali, italiani, cittadini europei e del mondo, facciamo conoscere la nostra cultura, le bellezze della terra in cui viviamo ma anche gli scempi e le brutture che l’hanno ferita, insieme alle nostre speranze ed aspirazioni, senza nascondere la verità (di cui non abbiamo paura) o fare come certi furbi, che occultano con sguardo miope, tutto quello che non funziona o certe arretratezze mentali.
L’immagine che vogliamo proiettare è quella di una Comunità in movimento che conosce le sue virtù ed i suoi difetti, ma proprio per questo vuole andare avanti con le proprie forze, attraverso il terreno della democrazia e della partecipazione consapevole dei cittadini alle scelte comuni, senza fregare gli altri o prendere facili scorciatoie.
Questa immagine di gente seria che vuole progredire senza lamenti (il famoso chiagni e fotti attribuito ai meridionali) e senza elemosine, spiazza un certo razzismo che vede nel Sud d’Italia una palla al piede per lo sviluppo, una terra di mafia, di spazzatura materiale e morale, di politici e loro accoliti, abituati ai privilegi ed a drenare i vari fondi europei e nazionali, senza tentare di risolvere minimamente i problemi reali del territorio.
Tutti quelli che hanno capito il nostro sforzo, che dura ormai da più di cinque anni, ci chiedono di poter collaborare con un articolo, una poesia, un disegno, un racconto a questo progetto che già trascende le nostre persone e sta diventando un punto di riferimento per tanti individui, Associazioni ed in particolare per i giovani abituati a viaggiare in vari Paesi europei con i progetti Erasmus ed a cui sta ormai stretto un certo provincialismo miope ed ottuso.
Noi di Anxa  (includo in questo pronome le centinaia di persone che hanno collaborato sino ad oggi) facciamo cultura non in quanto siamo tutti colti ed intelligenti ma perché vogliamo bene alla nostra terra (non solo in senso folcloristico o calcistico) e diciamo la verità, nel bene e nel male, aiutando soprattutto i giovani ad essere puliti, onesti ed informati, in modo da poter giudicare con la propria testa.
Le nostre battaglie sono sotto gli occhi di tutti : difesa della memoria e dei monumenti storici (castello, fontana antica, città vecchia, chiese e museo…… ) contro i nuovi analfabetismi politici e burocratici; sviluppo duraturo e sostenibile di Gallipoli attraverso il porto situato in posizione strategica al centro del Mediterraneo ed il suo collegamento al resto d’Italia tramite ferrovia e strade, contro gli opportunismi di chi l’ha sinora boicottato per tentare di appropriarsene e trasformarlo in parcheggio per barche, risparmiando così sulle infrastrutture esistenti, pagate  dai cittadini; protezione del Paesaggio (Parco naturalistico del Pizzo ed Isola di Sant’Andrea, per avere un   turismo qualificato durante tutto l’anno) e dell’Ambiente (pulizia, verde, acque pulite, mobilità intelligente e sostenibile, tanto più urgente quanto più cresce nel mondo l’inquinamento ed il costo delle materie prime ) in modo da attirare non solo visitatori ma anche sedi prestigiose di grosse aziende internazionali, invogliate dalla qualità della vita che la città potrebbe finalmente offrire; questione femminile e delle pari opportunità; rispetto in senso lato dell’etica, della legalità e del prossimo; partecipazione democratica; informazioni giuridiche e recupero/diffusione del dialetto.
Queste battaglie, indipendentemente dal loro esito sul terreno pratico, sono state già vinte, perché abbiamo mostrato le alternative possibili e concrete alle solite promesse di creare posti lavorativi di secondo ordine e dequalificanti,  fatto scoprire la vista corta di chi non ha saputo orientare la città nelle direzioni sopra evidenziate,  sviluppando le sue immense potenzialità.
Si è venuta così creando una nuova mentalità in diversi cittadini, non più pecore silenziose rispetto a decisioni che passano sulle loro teste, ma persone ed esseri umani che avendo finalmente preso coraggio e vedendo confermato quello che in cuor loro già pensavano, vogliono dire la propria opinione e partecipare al processo democratico.
Cercheremo di continuare i nostri sforzi in questa direzione anche se a volte ci scoraggiamo di fronte alle difficoltà, specie di ordine economico, ed alle incomprensioni dei soliti cinici che demoliscono tutto, stando comodamente alla finestra.
Come disse una volta lo scrittore russo Alexander Solgenitsin “ la Patria si ama quando è in difficoltà e non solo quando tutto va bene”.
La nostra aspirazione è quella di fare una rivista che sia di stimolo ed impulso alla crescita della    nostra terra, non solo dal profilo economico ma soprattutto da quello morale e culturale, in modo che ritorni ad essere una collettività cosciente e solidale e non un agglomerato di persone, messe lì per caso ed estranee tra di loro.                                                                            

Fredy SALOMONE