Viva le tartarughe marine

Mi è capitato di leggere alcuni articoli apparsi su giornali locali negli ultimi giorni di agosto e mi è sorta una tremenda preoccupazione. Non una ma più domande spontanee: ma dove viviamo? ancora oggi si fanno "tratte di animali "legalizzate o "commercio" di animali? addirittura si "deportano" animali fuori regione? ma chi è questo individuo ignobile che ancora oggi usa tali "pratiche di regime"?
Mi preoccupo proprio perché certe cose vanno trattate con grande delicatezza, rispetto e senso civico!
Eppure viviamo in un mondo in cui l'educazione ambientale avrebbe raggiunto traguardi e risultati  notevoli, o no? ma allora il lavoro fatto dagli ambientalisti non serve a niente? o non l'hanno saputo fare o c'è qualcosa che non va!
E' un dovere civico, ancor prima che morale denunciare agli organi competenti chi fa queste pratiche illegali, ancor più se legalizzate, perchè o si fanno certe affermazioni a fini propagandistici tanto per screditare o peggio ancora per gettare fango sulle persone oppure se non lo si fa si diventa complici di tali pratiche. Non basta che, poi,  nel  chiuso delle mura di una stanza si addivenga a miti consigli, questo è un fare da vigliacchi!
Viviamo in un mondo in cui "l'apparire" a tutti i costi è diventata la cosa più importante a tutti i livelli e per tutte le professioni mentre chi lavora per il bene comune, per avere una società migliore non ha spazi o addirittura  viene perseguitato!! E' questa la considerazione amara che dobbiamo avallare? E' questo che dobbiamo insegnare ai nostri figli e alle generazioni future? mi ribello dal mio più profondo intimo!!
Purtroppo oggi assistiamo ad una generalizzazione  di competenze o di presunte tali, per cui chi fa il bigliettaio pretende di fare il biologo, o chi l'impiegato di banca ha competenze ittiologiche!! per carità le professioni citate sono casuali e tutte degne di rispetto e se svolte nel migliore dei modi tendono a elevare il livello di vita della nostra società.
Ma è veramente deviante e stucchevole pensare che la sola apparteneza ad una associazione, per quanto meritoria possa essere, dia diritto ad una sorta di "laurea ad honorem" (per sopperire a quella che non si è riusciti ad ottenere con lo studio e il sacrificio?) nel campo in cui opera quella associazione o peggio ancora ad immunità e diritti prevaricatori.
Una cosa è certa: io continuerò a salvare e far conoscere gli animali del mare finchè ne avrò voglia e le forze me lo permetteranno. Continuerò a fare tutto questo in maniera totalmente disinteressata e con il gusto di fare ciò che mi piace fare.
Viva le tartarughe marine.

Giorgio CATALDINI